Omocodia: perché alcuni codici fiscali hanno lettere al posto dei numeri
Cosa succede quando due persone avrebbero lo stesso codice fiscale, come l'Agenzia delle Entrate lo risolve e come riconoscere un codice omocodico.
Il codice fiscale si ricava da cognome, nome, data e luogo di nascita, come spiegato nella guida su come si calcola. Ma in Italia ci sono milioni di persone e capita che due di loro abbiano tutti questi elementi uguali, o almeno abbastanza simili da produrre lo stesso codice. Due Marco Rossi nati a Roma lo stesso giorno, per esempio.
Un codice fiscale però deve essere unico. Questa situazione si chiama omocodia e il decreto che regola il codice prevede un modo preciso per risolverla.
Come la risolve l'Agenzia delle Entrate
Alla prima persona resta il codice normale. Alla seconda l'Agenzia delle Entrate cambia una delle cifre con una lettera, sempre la stessa per ogni cifra:
| Cifra | 0 | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Lettera | L | M | N | P | Q | R | S | T | U | V |
Si comincia dall'ultima cifra del codice, quella del comune di nascita, e si va verso sinistra solo se serve un altro codice ancora diverso. Ogni volta si ricalcola anche il carattere di controllo finale.
Il codice base di una persona inventata è RSSMRA80C55L331R.
Prima variante: l'ultima cifra, 1, diventa M. Con il nuovo controllo: RSSMRA80C55L33MJ.
Seconda variante: anche il 3 prima diventa P: RSSMRA80C55L3PMV.
Terza variante: anche l'altro 3 diventa P: RSSMRA80C55LPPMR.
Quali cifre possono cambiare
Le cifre del codice sono sette: due per l'anno, due per il giorno, tre nel codice del comune. Sono le uniche che possono diventare lettere. Lettere dei nomi, lettera del mese e lettera iniziale del comune restano sempre uguali. In teoria si possono ottenere sette varianti diverse, ma nella pratica quasi sempre basta la prima.
Come riconoscere un codice omocodico
- Al posto di una cifra c'è una delle lettere L, M, N, P, Q, R, S, T, U, V, per esempio nel codice del comune: L33M invece di L331.
- I dati della persona non cambiano: sostituendo le lettere con le cifre si ritrovano la stessa data e lo stesso comune di nascita.
- Il carattere di controllo finale è calcolato sul codice con le lettere, quindi torna.
Cosa significa per chi lo usa
Un codice omocodico è valido a tutti gli effetti: è quello che l'Agenzia delle Entrate ha attribuito a quella persona. Per questo nessun calcolatore può essere sicuro al cento per cento: il calcolo dà il codice base, ma la persona potrebbe averne ricevuto una variante.
Due consigli pratici:
- Se un modulo rifiuta un codice che sembra giusto, controlla la tessera sanitaria o il certificato di attribuzione: potrebbe essere una variante con una lettera.
- Se ricevi un codice con lettere al posto di qualche cifra, non correggerlo a mano: probabilmente è corretto così.
Fonte: decreto del Ministero delle Finanze 23 dicembre 1976, "Sistemi di codificazione dei soggetti da iscrivere all'anagrafe tributaria". Il codice ufficiale è solo quello attribuito dall'Agenzia delle Entrate.